Studio microclimatico sul profilo termico della valle del torrente Pavone

Prima parte                                

Già in un precedente articolo sul gradiente termico altimetrico della Toscana, avevo illustrato, con l'ausilio dei dati termometrici di varie località toscane reperiti sul web, come la temperatura dell'aria pur tendendo mediamente a diminuire con l'altitudine, presenti tuttavia comportamenti non lineari nell'andamento dei valori termici notturni, a causa del fenomeno, non raro, dell'inversione termica. Come è noto  in presenza di condizioni anticicloniche, caratterizzate da cieli sereni e poca ventilazione, il ristagno di aria fredda nei fondovalle può portare a minime molto basse,  nonostante in quota le temperature siano relativamente più miti.

Ebbene anche nell'area delle Colline Metallifere si verificano spesso queste particolari condizioni climatiche, a causa di un'orografia molto aspra e caratterizzata da notevoli  dislivelli di quota.

Nelle nottate serene capita di notare sul cruscotto della propria auto queste variazioni di temperatura dovute all'inversione termica, ma per inquadrare con un approccio scientifico il fenomeno occorre dotarsi di strumenti idonei, effettuando misurazioni in continuo per un periodo sufficientemente lungo. Lo studio intrapreso è stato quindi quello di definire il profilo termico della vallata del torrente Pavone, limitatamente al suo versante occidentale, nell'area prospiciente il paese di Castelnuovo, partendo dal fondovalle e giungendo fino alla sommità del rilievo. Per far ciò ho dovuto naturalmente implementare la strumentazione meteo, allargando la rete di rilevamento fino a comprendere due nuove stazioni termometriche, la prima installata nel fondo valle in zona "Madonna al Piano" (quota 360 m), la seconda posizionata inizialmente sul pianoro del  poggio "Aia dei Diavoli", punto più alto di tutto il territorio castelnuovino (quota 875 m), ma che poi, per motivi logistici, ho dovuto spostare sul più accessibile poggio "Vado La Lepre", leggermente meno elevato (805 m), ma raggiungibile in auto con tutte le condizioni di tempo, neve compresa. Non potendo utilizzare, a causa della troppa distanza, stazioni di tipo wireless, ho optato per dei data-logger modello OMEGA OM63 (nella foto), piccoli strumenti programmabili via software ed in grado di memorizzare migliaia di valori termometrici, da scaricare poi comodamente sul posto con l'ausilio di un PC portatile.

Alla fine la zona monitorata, comprensiva delle tre stazioni termometriche già on-line installate a varie quote del paese di Castelnuovo, può essere così riassunta:

 Stazione termometrica A

 Quota:  360 m

 Ubicazione: Castelnuovo V.C.  zona Madonna al Piano (valle del Pavone)

 Tipo: data-logger OM-63 (archiviazione dei dati termometrici ogni 5 minuti, risoluzione 0,01°C)

 Schermo solare: modello Palomar con ventilazione diurna

 Stazione termometrica B

 Quota:  545 m

 Ubicazione: Castelnuovo V.C. zona Riarnoli

 Tipo: stazione meteo Davis VP2 (archiviazione dei dati ogni minuto, risoluzione 0,5°C)

 Schermo solare: modello Davis Vue 5 piatti con ventilazione diurna (ventola autocostruita)

 

 Stazione termometrica C

 Quota:  595 m

 Ubicazione: Castelnuovo V.C. zona Il Sorbo

 Tipo: stazione meteo Davis VP2 (archiviazione dei dati ogni minuto, risoluzione 0,1°C)

 Schermo solare: modello Davis 9 piatti con ventilazione diurna

 

 Stazione termometrica D

 Quota:  635 m

 Ubicazione: Castelnuovo V.C. zona Le Pagliaore

 Tipo: stazione termometrica Davis DW-6470 (archiviazione dei dati ogni minuto, risoluzione 0,5°C)

 Schermo solare: modello Davis 6 piatti di tipo passivo

 

 Stazione termometrica E

 Quota:  800 m

 Ubicazione: Castelnuovo V.C. zona Vado La Lepre

 Tipo: data-logger OM-63 (archiviazione dei dati termometrici ogni 5 minuti, risoluzione 0,01°C)

 Schermo solare: modello Davis 8 piatti con ventilazione diurna (ventola autocostruita)

 

Come si può notare quattro termometri su cinque sono installati dentro schermi ventilati day-time (ventilazione diurna mediante ventolina alimentata da celle solari); comunque l'unico installato all'interno di uno schermo passivo è ubicato in una zona ben ventilata,sulla sommità del colle delle Pagliaore. Inoltre tutti e cinque i sensori sono stati perfettamente allineati tra di loro in termini di precisione, nel senso che sono stati tarati (mediante misure medie giornaliere) prendendo come sensore di riferimento quello del data-logger Omega installato a Vado La Lepre.

Di seguito la mappa con la dislocazione delle cinque stazioni termometriche:

Le misurazioni con i due data-logger termometrici sono iniziate il 23 gennaio 2011. Naturalmente occorreranno tempi abbastanza lunghi (alcuni anni) per poter costruire un profilo termico della vallata preciso ed accurato, ma già dopo solo poche settimane sono state riscontrate situazioni interessanti, che possono ben rappresentare condizioni climatiche estreme che si possono verificare durante l'anno.

Prima fra tutte la fase mite che ha contraddistinto l'inizio del febbraio 2011. Ebbene proprio durante tale evento si è esaltato al massimo il fenomeno dell'inversione termica, a causa del posizionamento sull'Italia di un forte anticiclone dinamico di matrice calda subtropicale.

Queste le temperature minime, massime e medie, misurate durante la prima decade del febbraio 2011 nelle cinque stazioni di rilevamento (evidenziati in grigio i giorni interessati dall'inversione termica più o meno intensa, ed in giallo i valori medi di quei giorni):

giorno Pavone 360 m Riarnoli 545 m Il Sorbo 595 m Le Pagliaore 635 m Vado La Lepre 800 m
1 feb. 1,3 10,0 5,4 2,7 7,2 4,5 2,3 6,7 4,0 2,2 6,7 3,8 1,0 6,1 3,2
2 feb. 0,9 11,7 6,1 2,3 8,9 5,1 2,6 8,3 4,8 2,2 8,3 4,6 0,7 7,3 3,6
3 feb. -3,4 11,2 3,9 1,2 8,4 4,3 0,6 7,6 3,8 0,6 7,2 3,7 -0,8 6,6 2,4
4 feb. -3,5 15,6 3,2 2,8 12,6 7,4 2,2 12,0 5,7 2,2 12,2 7,2 0,6 11,7 5,5
5 feb. -4,1 17,4 3,1 7,1 14,4 10,2 4,5 14,4 9,0 7,8 13,9 9,8 7,8 12,7 9,9
6 feb. -5,1 13,2 1,8 4,6 12,6 8,4 1,4 11,1 7,3 5,6 12,2 8,6 7,7 13,7 10,3
7 feb. -5,2 15,1 1,7 5,1 14,9 9,2 2,0 14,0 6,6 7,2 13,9 11,1 11,0 14,9 12,7
8 feb. -5,4 12,9 0,7 4,2 13,3 9,3 3,1 13,8 8,8 3,3 13,3 9,7 6,4 12,5 9,1
9 feb. -2,5 12,3 4,2 1,6 9,1 5,7 0,6 9,3 4,9 1,1 8,3 4,9 2,5 8,2 5,0
10 feb. -0,3 11,4 5,6 5,2 8,2 6,6 4,4 9,2 6,1 4,4 7,8 5,7 3,1 6,7 4,7
medie 3÷8 -3,7 13,7 3,0 4,0 11,7 7,6 2,4 11,4 6,5 4,0 11,1 7,6 4,0 10,0 6,6

Veramente  incredibile il profilo termico del giorno 7 febbraio, corrispondente all'acme della fase anticiclonica: ben 16 °C di differenza sono stati registrati la mattina tra le quote di 360 m e di 800 m e l'inversione si è protratta quasi per l'intera giornata, con bassissime differenze anche nelle temperature massime. Da notare come le temperature medie in tutto  il periodo di riferimento siano molto simili in tutta la fascia compresa tra i 550 e gli 800 m, con la sola eccezione della zona del Sorbo che presenta, a causa della particolare morfologia del territorio di quella zona del paese, caratteristiche più fredde e leggermente più continentali.

Se prendiamo in considerazione l'intero mese di febbraio si può notare come neanche l'insorgere di un clima prima umido atlantico e poi freddo continentale, sia riuscito a normalizzare completamente l'andamento termico mensile alle rispettive quote:

Pavone 360 m

Riarnoli 545 m

Il Sorbo 595 m

Le Pagliaore 635 m

Vado La Lepre 800 m

min. max med. min. max med. min. max med. min. max med. min. max med.
-0.7 11.6 4.6 2.9 9.6 5.8 2.2 8.9 5.0 2.9 8.7 5.5 2.3 7.8 4.7

A questo punto non resta che avere pazienza e proseguire nel monitoraggio. Non mancheranno certamente altri eventi interessanti, anche se solo i forti anticicloni possono portare a condizioni termiche estreme, con elevate differenze di temperatura anche a distanza di poche decine di metri. 

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Autore: Alessandro Bettini (aggiornato 01 giugno 2011)

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